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Parco archeologico dei Cunicoli di Claudio

Indirizzo Via Alfredo Nobel - 67051 Avezzano (AQ)
Tel 0863 455734

I cunicoli di Claudio rappresentano una delle più grandiose opere di ingegneria idraulica dell'antichità, un'impresa titanica che lascia ancora oggi senza parole per l'audacia del progetto. Secondo Svetonio, il primo a concepire l'idea di prosciugare il lago Fucino fu Giulio Cesare, che aveva progettato un vasto programma di lavori pubblici per risolvere i problemi più urgenti del suo tempo. Il suo ambizioso piano prevedeva di bonificare il Fucino, creare un emissario e tracciare una strada che collegasse il Tevere con l'Adriatico attraversando gli Appennini. I pugnali dei congiurati alle Idi di Marzo impedirono a Cesare di realizzare il suo sogno.
Fu l'imperatore Claudio a riprendere il progetto nel 41 d.C.. Con un corposo finanziamento pubblico, affidò i lavori a un'azienda romana che impiegò circa 30.000 operai tra schiavi e lavoratori specializzati. L'opera, che doveva regolamentare la portata del temuto lago Fucino e proteggere le popolazioni locali dalle devastanti inondazioni, si protrasse per 11 anni di incessanti lavori.
L'emissario consiste in una galleria sotterranea lunga 5.653 metri con una sezione variabile da 5 a 10 metri quadrati e un dislivello di 8,44 metri, che attraversa il ventre del monte Salviano dal territorio di Avezzano fino a Capistrello, dove le acque confluiscono nel fiume Liri. Per semplificare il lavoro di perforazione ed estrazione del materiale, furono scavati 32 pozzi verticali e 6 cunicoli inclinati, che servirono anche per l'aerazione degli ambienti. Plinio il Vecchio, che visitò i cantieri dell'emissario, scrisse parole memorabili: "tutti i lavori eseguiti sottoterra, nelle tenebre, i quali non possono essere immaginati se non da quelli che li hanno visti, né possono essere descritti con parole umane".
Prima dell'apertura ufficiale dell'emissario, Claudio volle celebrare l'opera con una spettacolare naumachia sul lago Fucino nell'estate del 52 d.C.. Alla presenza della moglie Agrippina e del giovane Nerone, si svolse una battaglia navale che vide contrapposti Rodiesi e Siculi in due flotte composte da circa cinquanta vascelli. Secondo Svetonio, in
questa occasione fu coniata per la prima volta la celebre frase latina "Ave, imperator, morituri te salutant".
Inizialmente le acque scesero solo di 4,50 metri e l'imperatore ordinò un ulteriore approfondimento dell'emissario. Gli imperatori Traiano e Adriano intervennero successivamente con lavori di miglioramento e manutenzione, e l'emissario mantenne la sua funzione almeno fino al VI secolo d.C.. Con la caduta dell'Impero Romano e le invasioni barbariche, venuta meno ogni manutenzione, l'emissario si ostruì progressivamente e il Fucino tornò ai suoi livelli originari.
Soltanto nella seconda metà dell'Ottocento il principe Alessandro Torlonia riprese l'antico progetto romano, seguendo lo stesso percorso tracciato da Claudio. Tra il 1854 e il 1878, Torlonia ampliò e raddoppiò i cunicoli claudiani, realizzando il definitivo prosciugamento del lago. Oggi i cunicoli di Claudio, fino al 1871 la più lunga galleria sotterranea al mondo, sono visitabili e rappresentano un sito archeologico di eccezionale importanza, testimonianza imperitura del genio ingegneristico romano.

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