Incile del Fucino
L'Incile è la monumentale infrastruttura situata a Borgo Incile, a sud di Avezzano, che segna l'ingresso delle acque nel grande emissario ipogeo. Senza questa opera, il prosciugamento del Lago Fucino — la più imponente operazione di bonifica della storia italiana — non sarebbe stato possibile.
Il complesso si compone di tre elementi principali:
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La testata dell'emissario (l'imbocco del tunnel).
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Il bacino di accumulo delle acque.
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Il ponte delle paratoie, che regola il deflusso idrico.
Dall'Antichità all'Impresa dei Torlonia
La storia dell'Incile attraversa i millenni, divisa tra due grandi fasi costruttive:
L'epoca Romana (41-52 d.C.): Sotto l'imperatore Claudio, venne realizzato un primo sistema di vasche (una esagonale e una trapezoidale) e un corpo di fabbrica in grandi pietre calcaree estratte dal Monte Salviano. Sebbene perfezionata da Traiano e Adriano, l'opera romana permise solo un prosciugamento parziale.
L'impresa Torlonia (XIX secolo): Nella seconda metà dell'Ottocento, il banchiere Alessandro Torlonia riprese il progetto imperiale. Sotto la guida di ingegneri francesi del calibro di Montricher e Brisse, l'emissario fu ampliato e l'Incile completamente ricostruito, portando al prosciugamento totale del lago, dichiarato ufficialmente nel 1878.
Architettura e Ingegneria
L'infrastruttura, progettata dall'architetto Carlo Nicola Carnevali in stile neoclassico (1876), è un capolavoro di estetica e funzionalità:
Struttura su due livelli: Il piano inferiore, profondo circa 16 metri, ospita le paratoie per il controllo delle acque; quello superiore contiene la sala macchine.
Estetica Neoclassica: Il fronte del ponte è caratterizzato da tre eleganti archi a tutto sesto, con scalinate laterali che scendono verso le banchine del canale collettore.
Il contesto: Accanto all'opera, Carnevali realizzò un giardino monumentale e un orto botanico, trasformando un sito industriale in un luogo di pregio architettonico.
La Madonna dell'Incile: Simbolo di Protezione
L'intero corpo di fabbrica è dominato dalla statua dell'Immacolata Concezione, alta circa sette metri.
Dettagli simbolici: Realizzata in pietra locale, la Vergine poggia su uno spicchio di luna e porta una corona di dodici stelle (simboli dell'Apocalisse in bronzo). Alla base, un'iscrizione latina ricorda le date del cantiere torloniano (1854-1876).
Resurrezione post-sisma: La statua che ammiriamo oggi è una copia fedele dell'originale, che cadde nel gorgo delle acque durante il terremoto del 1915. Alcuni frammenti della scultura distrutta sono tuttora esposti nel parco di Villa Torlonia.