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“La città del benessere è già in cammino”. Di Pangrazio fa il bilancio, ma soprattutto indica la strada “in questo momento aperti 30 cantieri con 51 milioni di euro di investimenti in corso”

Pubblicato il 3 febbraio 2026 •

Avezzano – Sala consiliare, mattina. Avezzano si guarda allo specchio e non distoglie lo sguardo. Sul maxischermo scorrono 85 pagine fitte: cantieri, opere, iniziative, rendering, numeri. Un documento corposo, quasi duecento interventi realizzati nel mandato 2020–2025. «Ognuno meriterebbe una conferenza stampa a sé», qualcuno sussurra. È la fotografia politica e amministrativa di una città che apre il 2026 con una conferenza fiume e un messaggio chiaro: non è solo rendiconto doveroso ma una tappa di viaggio.

In sala ci sono tutti: sindaco, giunta, consiglieri, dirigenti, presidenti di associazioni cittadine. I volti degli amministratori raccontano orgoglio più che trionfalismo. Il senso è uno solo: tracciare una direzione.

La visione: il sindaco e il filo del racconto

Ad aprire i lavori è il primo cittadino Giovanni Di Pangrazio, che evita volutamente il tono da Direttore Generale puntando, invece, ad evocare un futuro possibile da costruire insieme.
«Ottanta pagine piene di azioni. Passi concreti già compiuti per il presente», esordisce. E chiarisce subito il punto: non si tratta di fermarsi a fare i conti, ma di dare continuità a una traiettoria già avviata.

La parola chiave è “città del benessere”.  

Non uno slogan, ma una visione che tiene insieme qualità della vita, servizi, relazioni, futuro.
«Il successo non si misura solo in opere – dice – ma nella capacità di migliorare la vita delle persone».

Il racconto alterna concretezza e prospettiva. Ci sono i grandi progetti che ridisegnano l’asse nord-sud della città: il Maxi Velodromo–Pala concerti da 15 milioni di euro, il CampusLab Abruzzo che ha già ottenuto il finanziamento ministeriale per la progettazione e punta agli 11 milioni per il campus post-diploma immerso nel verde della pineta. Sport, cultura, giovani, conoscenza: le parole chiave..

Poi arrivano le immagini urbane. Il nuovo Municipio, l’incompiuta storica che sembrava destinata a restare tale.
«Non ci credeva nessuno – ricorda il sindaco – che saremmo riusciti a sbloccare la vicenda, trovare i fondi e completare l’opera. E invece ci siamo riusciti. E faremo anche la piazza, per dare servizi a tutto il quartiere».

Il racconto scende verso il centro: al cantiere di piazza Matteotti, il parcheggio da 220 posti, ma soprattutto la svolta sulla nuova destinazione delle scuole di via Corradini. Un passaggio strategico, pensato per aumentare la capacità attrattiva dell’intero capoluogo marsicano che sarà il vero obiettivo del prossimo mandato e sul quale, già sono stati avviati passi importanti.
A catturare l’attenzione del pubblico è, infatti, il rendering dell’architetto Antonio Ferretti: edifici moderni, luminosi, aperti alla socialità, piazze interne ed esterne. Un nuovo cuore urbano.

C’è poi Avezzano Vecchia, ovvero la riqualificazione della città ferita dal terremoto, l’asse che da Parco Torlonia arriva a piazza San Bartolomeo passando per il Castello, dove prende forma l’idea della passerella sopraelevata.
E ancora più a sud, le scuole nuove: l’asilo di via Fucino, la materna di via Pertini, la primaria inaugurata nel 2021. «Una delle scuole più belle d’Abruzzo», rivendica il sindaco.

Nel mezzo, esempi di partecipazione civica come Piazza Cavour, diventata “Modello Cavour”: cura degli spazi, ascolto, coinvolgimento dei cittadini. E poi San Pelino, Paterno, Caruscino, Borgo Incile. Una città che prova a non lasciare indietro nessuno.

Il dato che pesa arriva secco: «Oggi Avezzano ha 30 cantieri aperti, per 51 milioni di euro di investimenti in corso».  

“Un record per la città” – dice
E mentre disegna il futuro, Di Pangrazio non dimentica il presente: rispetto per gli anziani, con l’introduzione della Senior Card, e il punto che resta la madre di tutte le battaglie. La sanità, le liste d’attesa, il Pronto Soccorso. Non una competenza del comune ma un punto cruciale per il territorio.
«Possiamo fare cantieri, eventi, servizi – chiude – ma serve una sanità all’altezza delle esigenze ed oggi non lo è».

Il bilancio di mandato: quando le parole trovano i fatti

Dalla visione si passa al Bilancio sociale di mandato 2020–2025. Un documento che racconta un percorso iniziato in salita: commissariamento della precedente amministrazione, pandemia, ricostruzione della macchina amministrativa.

Il filo conduttore è la stabilità. Avezzano come ente che ha ritrovato continuità istituzionale, capacità di programmazione, credibilità.

Il presidente del Consiglio comunale Fabrizio Ridolfi sottolinea il dato politico: «500 delibere votate, senza mai un problema, da una maggioranza compatta».
Poi parlano i numeri.

Oltre 30 milioni di fondi PNRR intercettati. Raccolta differenziata al 76,64%, tra le più alte d’Abruzzo. Quasi 200 telecamere di videosorveglianza. +12% di presenze turistiche. 280 nuovi posti negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia.

Numeri che segnano il passaggio dal tempo sospeso del commissariamento alla programmazione.

Ci sono anche i nodi storici sciolti: il Comune Nuovo, fermo da 25 anni; l’ex ferrovia dello zuccherificio, bloccata da oltre tre decenni; il recupero dei canoni delle cave, quasi 650 mila euro reinvestiti sulle strade. Vecchie ferite che smettono di essere alibi.

Scuole, sport, territorio: la città che si riallinea

Il capitolo scuole è uno degli assi portanti del mandato.
Via Pertini, via Puglie: edifici moderni, sicuri, immersi nel verde, oltre mille studenti, standard tra i più alti a livello regionale.

Non mancano i casi complessi, come la scuola elementare di San Pelino, rallentata dai vincoli della Soprintendenza. Stesso quartiere dove partiranno i lavori per il nuovo campo da calcio, insieme a Paterno e dopo l’intervento già realizzato ad Antrosano.
A Caruscino, scuola e piazza tornano a essere pensate come un unico spazio di comunità.

Lo sport diventa infrastruttura: velodromo Vito Taccone, campo da rugby, hockey, nuova pista internazionale allo stadio dei Pini, nuovi impianti per le scuole Vivenza-Pomilio, dove sorgerà anche una palestra.

Poi c’è l’orgoglio territoriale: Avezzano capofila dell’Area Urbana Funzionale della Marsica. Dodici Comuni, una strategia condivisa, mobilità lenta, turismo sostenibile. I grandi assi ciclopedonali diventano il simbolo di una Marsica che prova a muoversi insieme.

E ancora Marsicaland, l’agroalimentare marsicano sulle reti Rai. La Ciclovia delle Stelle, la riapertura di Parco Torlonia, il restyling di piazza San Bartolomeo, il progetto su Corso della Libertà dopo piazza Matteotti.
E un dato che balza agli occhi: negli ultimi tre anni, 9,5 milioni investiti in strade e marciapiedi tra centro e periferie.

Il nuovo PUC, con la promessa di rispettare le tempistiche.
Gli iscritti a Giurisprudenza raddoppiati dopo il ritorno della sede in centro.
Il cimitero monumentale, il saldo demografico positivo (+200 abitanti), il teatro che aumenta abbonamenti, la pinacoteca riaperta, le piazze estive tornate vive, i concerti, i parchi giochi, il centro antiviolenza, il sociale che porta Avezzano ai vertici regionali.

Fino alle prove più delicate: come l’evacuazione di 20 mila persone per il disinnesco di una bomba della Seconda guerra mondiale. Tutto gestito senza aumentare la Tari.
E con lo sguardo già avanti: 76 milioni di investimenti previsti per il 2026.

Perché qui, a quanto pare, nessuno ha intenzione di togliere il piede dall’acceleratore.


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